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LA STORIA DELLE TERME DI BAGNO DI CETICA
 
“ ….. Sul versante casentinese dei monti che si dirigono dalla Consuma verso il monte detto dei “Tre Confini”, fra la zona del faggio e quella del castagno, in una piccola e ristretta valle a prati naturali, detta “Ferriggine”, è situato il famoso Bagno di Bagno di Cetica……”

  Così Carlo Beni, verso la metà dell’ottocento, nella sua “Guida del Casentino” descrive il Bagno di Cetica.

  Oggi, dopo quasi due secoli, il paesaggio che appare ai nostri occhi non è cambiato e conserva ancora tutta la bellezza ed il fascino di un ambiente naturale incontaminato, capace di evocare immagini e sensazioni che vengono dai tempi remoti; tanto remoti, da perdersi nella notte dei tempi.

  Conosciute fin dall’epoca romana, le gelide acque del Bagno di Cetica furono meta di pellegrinaggi durante tutto il cattolicissimo medioevo. In particolare, avrebbero acquisito la loro caratteristica di “acque miracolose” nell’XI secolo allorquando al Bagno di Cetica sarebbe avvenuto l’incontro di due grandi Santi della Vallata: San Romualdo e San Giovanni Gualberto. Questi, recatisi ignari l’uno dell’altro a Bagno di Cetica per dissetarsi delle sue acque, videro comparire loro lo spirito di un terzo Santo, San Romolo, assieme al quale benedissero le acque per dotarle di virtù “miracolose”.

  Le acque del Bagno di Cetica, a seguito di una frana, scomparvero nel 1205 per poi tornare a comparire 481 anni dopo, nel 1686; e con la ricomparsa delle acque, riprese la pratica del pellegrinaggio termale. Da allora, questo, continua ininterrotto fino ai giorni nostri.

  Testimonianza della fervida fede nelle “virtù miracolose e curative” di queste acque è la presenza di una Cappella in pietra, che, circondata da altissimi abeti ed immersa nel verde dei prati, è dedicata a San Romolo. Al suo interno, è ancora possibile vedere la rievocazione pittorica dell’incontro dei tre Santi così come raccontato dalla tradizione.

  La Cappella, fu costruita a ricordo di una struttura molto più grande e della quale non rimane traccia. Sullo stesso luogo, infatti, nel XVI secolo fu eretto un monastero Vallombrosiano con annessa chiesa dedicata a San Romolo e a San Giovanni Gualberto.

  L’Albergo Ristorante San Romolo, edificio completamente in pietra, fu costruito nell’ottocento per raccogliere in vasche le acque freddissime dell’antica sorgente e consentire la pratica delle cure termali, di fatto, ospitando oggi “quell’antico Bagno di Cetica” meta di tanti pellegrinaggi.

  Gli antichi camerini da bagno, infatti, conservati nella loro struttura originale di metà dell’ottocento, sono collocati al piano terra dell’Albergo Ristorante San Romolo e si affacciano sul piazzale immerso nel verde dei prati. Acque pure e freddissime, 7-8° C, delle cui proprietà terapeutiche, come visto, si parla da secoli.

   Le “acque del Bagno di Cetica”, infatti, secondo la tradizione, sono salutifere e curative se bevute, ma soprattutto se “prese attraverso il bagno”.

   L’acqua “curativa”, l’aria saluberrima e la bellezza del paesaggio, fanno dell’Albergo Ristorante San Romolo – Bagno di Cetica - un luogo adatto al riposo ed al relax in un ambiente ancora del tutto incontaminato.

  Situato a soli 50 Km da Firenze e 40 Km da Arezzo, l’Albergo Ristorante San Romolo – Bagno di Cetica – è il luogo ideale dove soggiornare per poi partire alla volta della scoperta dei centri d’arte più importanti della Toscana. Il tutto, accompagnato oltre che dalla bellezza dei suoi luoghi e dalla salubrità delle sue acque, anche da una cucina tipica toscana basata su specialità al tartufo e funghi porcini accompagnati dal buon vino della migliore tradizione toscana.